Il perdono

“Il Perdono è arte. E’ l’arte di Vedere oltre, Vedere attraverso, Vedere dentro. La Visione e il perdono sono strettamente collegati, se hai la Vera Vista sarà automatico per te perdonare. In vero, non avrai la Vera Vista finché non avrai perdonato.”

Hai un peso, un peso consistente che preme sulla tua testa e ti obbliga a guardare in basso. Non riesci a guardare avanti, la tua visione quindi risulta limitata a pochi metri intorno a te. La tua colonna vertebrale inoltre è piegata a causa di questo peso, è curva, e questo ti provoca dolori fisici e difficoltà deambulatorie. Le tue braccia e le tue mani spesso sono impegnate a tenere questo peso in equilibrio, non sono libere di muoversi e agire. Le tue gambe non reggono lunghi tratti, e ogni tanto sei costretto a fermarti per riposare e recuperare le forze.

Tale peso non è inanimato, ma è vivo: parla, comunica, a volte sussurra, altre volte urla. E’ un disturbo continuo e non riesci ad ottenere il silenzio dentro di te. Potresti diventare nervoso e scontroso. Ti parla così spesso che ti capita di pronunciare le parole che questo peso ti ha riferito. E siccome ti parla da parecchio tempo, qualche parola da esso comunicata si è impressa nella tua psiche, e ormai fa parte del tuo pensiero, delle tue idee, dei tuoi valori.

In certi casi può capitare che questo peso sia cresciuto così tanto da essere filtrato attraverso il tuo cranio fin dentro la tua mente, dapprima convivendoci, successivamente inglobandola e sostituendosi ad essa.

La situazione è diventata a senso unico, e non vedi via d’uscita.

Ti propongo qui, ora, un gioco.
Rilassandoti con la pratica meditativa che più ti aggrada, torna indietro nel tempo fino a raggiungere la causa che ha scatenato questo peso. Individua l’esatto istante nel quale questo peso si è creato, se lo ricordi. Se è troppo lontano nel tuo passato e non ti è possibile ricordarlo prova a fare un semplice atto creativo: immaginalo, crealo tu e visualizzalo con la fantasia.
Fermati in quell’istante, in quell’esatto istante nel quale questo peso si è creato.

E’ importante diventare investigatori meticolosi e precisi perché si tratta di attimi infinitesimali. Prima di quello specifico istante il peso non c’era ancora, dopo è improvvisamente apparso.
Blocca e immobilizza quell’istante, afferralo con entrambe le mani ed aprilo.
Entraci dentro, con tutto te stesso.
E buon viaggio.

Questo gioco sui confini, di stampo sciamanico, è un atto di volontà creativa. Concentrarsi sulle cause di un torto subito, cercando di sbrogliare la matassa per trovare una soluzione possibile, non permette il rilascio di tale peso ma ne accresce il potere. Andando a osservare il momento chiave invece, ed entrandoci dentro, stiamo effettuando un atto di potere molto forte. In questo modo ci apriamo al mistero dell’esistenza e ci concediamo la guarigione.

Il perdono, se ti aggrada, lo puoi chiamare anche “rilascio”.
Il rilascio non ha colpevoli e non ha vittime. Rilasciando il peso stai decidendo ti concederti la grazia e la pace.

Non vi è invero nessun colpevole da perdonare; se tu hai questa visione e hai necessità di perdonare un individuo esterno a te (che, essendo una tua proiezione, è semplicemente un Altro Te), rimarrai sempre su un livello di separazione. Invece che effettuare un atto creativo e trasformativo ti prodighi in un dannosissimo atto di separazione che alimenta ancor di più dolore e sofferenza.

Spesso il perdono, quando non è orientato verso un bene superiore e collettivo, ci pone in una condizione di superiorità rispetto all’individuo che stiamo perdonando. Questo movimento appena descritto è estremamente difficile da individuare, richiede abilità di distacco e osservazione non indifferenti poiché si muove su dimensioni molto sottili ed è in grado di solleticare il nostro Ego in lati di cui ignoriamo l’esistenza.

Il lavoro sul perdono è molto delicato, è un processo che emerge spontaneamente e col tempo, facendo i giusti passi. Richiede tempo e dedizione, ma è un lavoro che apporta benedizioni e immense guarigioni a te, ai tuoi simili, a tutta la razza umana, e al pianeta terra. 

Ricorda, ogni singolo atto di perdono è un atto di guarigione collettiva.
E’ un atto di Ecologia Spirituale.
E’ un atto di Amore.

< Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?”. E Gesù gli rispose: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”. >
(Vangelo secondo Matteo)

Thsh Clud,

Autunno.

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