La Sessualità Originaria – Parte 3 – Sesso, Proiezioni e Amore

Articolo precedente : La sessualità originaria – Parte 2 – Il gioco delle parti

 

Dopo un paio di articoli, entriamo in un discorso più esplicito.

La maggior parte dei tuoi problemi può essere risolta affrontando esplicitamente la questione Sessuale.

Con questo non intendo dire che tutti abbiamo vissuto drammi sessuali di vario genere, anche se in certo senso è proprio quello che sto affermando, con le giuste riserve del caso. Non è necessario infatti aver vissuto una situazione esplicitamente drammatica per essere sessualmente traumatizzato, castrato o bloccato.

Basta essere nati in questa società negli ultimi millenni.

La liberazione sessuale negli anni 70, con il movimento hippie, ha donato qualche speranza al genere umano, anche se tuttavia adesso siamo drammaticamente regrediti a una repressione psicologica ben più sottile e difficile da individuare. Non serve dare la colpa solo all’educazione Cristiano-Cattolica, questo si sa già, basta anche solo osservare quello che succede nei film, in televisione e nel mondo dello spettacolo.

Però facciamo qualche passo indietro.

Per parlare di sessualità, è indispensabile affrontare l’argomento “Proiezioni”.

Nessuno te lo dice, nessuno te lo racconta, perché in realtà pochi lo sanno, ma la tua sessualità e la tua intimità sono estremamente legate ad una immagine che tu porti dentro di te. Tale immagine (che, all’inizio della vita, è piuttosto inconscia, poi, con l’esperienza e l’età, solitamente diventa più consapevole) viene proiettata verso l’esterno e si manifesta, a volte con precisione altre volte meno, in una realtà materiale. Ovvero, verso un altro essere umano. Un livello di evoluzione medio, anche piuttosto diffuso, porta tale proiezione a modificarsi e cambiare negli anni, laddove invece rimane simile o identica quando non vi è evoluzione nell’individuo.

Mi segui fin qui?

Probabilmente si, ma presumo in parte. Sto parlando di temi che mediamente sono noti.
Questo articolo però potrebbe iniziare a creare disaccordi se sostituisco la parola Sessualità, con la parola Amore.

Prima di saltare dalla sedia, è necessario che tu chiarisca dentro di te cosa intendi con “Amore”.
Ti consiglio di dare una lettura alla letteratura Greca, Platone in primis. Non tratterò Platone in questo articolo perché altrimenti diventerebbe immensamente prolisso, ti basti sapere però che lui identificava una forma di Amore  (in realtà ve ne erano ben cinque) che per noi non è più riconosciuta perché non esiste un termine relativo in Italiano, e sto parlando dell’Eros. I Greci erano grandi esperti di Eros.

Quello che vorrei dirti, ora, con tutta la delicatezza e gentilezza che ho a disposizione (e con tutte le riserve del caso), è che non vi è differenza tra ciò che tu chiami “Amore”, e il discorso sulle proiezioni e sulla sessualità che ho appena fatto.

Cerco di spiegarmi meglio.

Il nostro istinto di sopravvivenza è potentissimo. La riproduzione della specie è alla base della sopravvivenza della specie stessa, e noi non siamo esenti da tale istinto. Tuttavia noi abbiamo anche una mente molto potente, in grado di scegliere e decidere in relativa autocoscienza, diversamente dagli altri animali che abitano questo pianeta. Per tale motivo l’istinto di sopravvivenza ha bisogno di far cedere la nostra potentissima mente.
Qui entrano in gioco le emozioni.
I sentimenti.

Noi siamo schiavi della Chimica e della Biologia, dell’istinto di sopravvivenza, il quale è in grado di influenzare le nostre emozioni a livelli tali che la nostra mente perde il controllo.
Diventa impotente.
Questo che ho appena descritto si chiama innamoramento. Ed è tipico dell’adolescenza, anche se capita spesso in età adulta.

Invece i sentimenti metafisici, oltre lo spazio e il tempo, che tu provi per un solo, singolo individuo, non si chiamano Amore, si chiamano Proiezione, e ne ho già parlato ampiamente.

Tu non sei esente da questo, anche se in questo momento stai attuando tutta una serie di strategie mentali utili ad autoconvincerti del fatto che tu, invece, hai vissuto cose ben diverse, e che l’autore di questo articolo è un arido e cinico psicopatico.
La proiezione, quando è potente, è in grado di donarti aperture di cuore considerevoli, allucinazioni visive, esperienze metafisiche, e fusioni tra corpi e anime oltre ogni immaginazione.
E’ in grado di farti provare sensazioni molto flebili e sottili, delicatissime e preziose.
E’ in grado di connetterti all’altro individuo oltre lo spazio e il tempo. Tu riesci a sentire quello che l’altro sente, pensare quello che l’altro pensa, quasi vedere quello che l’altro vede, a centinaia di chilometri di distanza.
Quando due individui che hanno instaurato questo collegamento vivono una separazione, le sofferenze che tale separazione porta sono inenarrabili e indescrivibili.
Questo tipo di relazione si muove su livelli estremi di Luce e Ombra, manifestando ora una parte, ora l’altra, in una montagna russa di energie che si alternano continuamente.

Questo non è Amore.

Questa è Proiezione.

La Proiezione, e te lo dico in confidenza, con la pratica e il tempo puoi possederla e orientarla verso qualsiasi cosa. Non hai bisogno di attendere la persona “giusta” che ti faccia provare “certe” cose. Perché ciò che proietti nella persona “amata”, sei tu. Tu hai bisogno di un oggetto esterno per poter vivere qualcosa che hai a prescindere dentro di te, l’esperienza umana funziona in questo modo, ed esiste un percorso in grado di aiutarti a proiettare tale energia ovunque.
Ma non parlerò oltre di questo aspetto, per adesso.

Tutto ciò che tu puoi provare esclusivamente per un singolo individuo, non si chiama Amore. O meglio, non è corretto chiamarlo Amore secondo l’accezione che tale parola ha assunto.

L’Amore non è esclusivo, l’Amore è inclusivo. E’ tutto, è ovunque, per tutti, con tutti.

Poi, scendendo un po’ più in basso c’è la Proiezione, che è ciò che tu chiami Amore.

E ancora più in basso vi è la Sessualità.
Sotto la Sessualità, niente più.

Tutto parte da qui infatti.

Nella Sessualità c’è il seme di tutta la creazione, di tutta l’esperienza di vita, della nascita tua e dell’Universo intero.

Infatti è stata maledetta e bandita per millenni, perché se rimetti apposto la sessualità, se gli ridai il giusto valore, tutto il resto lentamente si rimetterà in ordine da sé. Il tuo organismo, i tuoi simili, chi ti sta vicino, il tuo albero genealogico, la tua città, il tuo paese, la razza umana, il pianeta terra e l’universo stesso.

So bene che questo articolo, come ho già detto, presenta una visione apparentemente cinica e poco piacevole della realtà. Non è mio intento quello di indorare la pillola, ma fornire reali prospettive di evoluzione a coloro i quali si sentono profondamente chiamati a intraprendere un sentiero di conoscenza della Sessualità Originaria presente in ognuno di noi. Passiamo una vita intera alla ricerca della nostra “metà”, o dell’anima gemella, o fiamma gemella (temi e argomenti molto amati dalla New Age e dalla Spiritualità moderna, e a parer mio molto pericolosi ed estremamente depistanti), e mentre la ricerca di tale metà prosegue, la nostra vita ci scorre davanti, anno dopo anno. Qualcuno è fortunato e trova la sua proiezione prediletta, perfetta. E ha la relativa fortuna di vederla durare un discreto numero di anni, se non addirittura decenni.
Molti non la trovano, passano la vita in ricerca continua.
E infine Morte sopraggiunge.

Ben pochi però, pochissimi, decidono di prendere in mano la propria sessualità ed esplorarne profondamente gli intimi misteri.

Questo non significa eliminare dentro di se la possibilità di vivere una relazione intima soddisfacente, non significa inaridire i sentimenti e le emozioni, e chiudersi in un rigido percorso di privazione dell’intimità e di un profondo e sano romanticismo consapevole e maturo.
L’articolo è molto duro e apparentemente cinico.

L’autore, no.

Thsh Clud,

Autunno.

Articolo successivo: La sessualità originaria – Parte 4 – Sessualità sacra

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