La Sessualità Originaria – Parte 4 – Sessualità Sacra

Articolo precedente: La sessualità originaria – Parte 3 – Sesso, proiezioni e amore

Entriamo ora nel pratico.

Hai mai provato ad associare la ritualità alla sessualità? Non sto parlando di chissà quali terribili e blasfemi “riti esoterici e occulti”, o di ritualità nel senso di “abitudine”, intendo qualcosa di estremamente semplice, potente e dimenticato.

Ritualità significa mettere in atto una serie di gesti, atti e movimenti codificati.
In questo caso, al fine di raggiungere una connessione col divino.

In realtà non sto dicendo niente di strano, la ritualità è parte dell’essere umano e lo è sempre stata per millenni, tuttavia adesso la ritualità solitamente è prerogativa della chiesa, di un sacerdote, e quando si accostano le parole “sesso” e “rito” si attiva in noi un immaginario legato all’occulto e percepito come negativo, pericoloso e blasfemo.

La sessualità, direte voi, dovrebbe essere emozione, amore, sentimento, passione, oltre che chimica e attrazione.
E in realtà mi trovate totalmente d’accordo.

Tuttavia sto parlando di una situazione che forse non tutti sono pronti a vivere o che desiderano provare.

Quindi forse questo articolo è per pochi.

Emozioni, amore, sentimenti, passione; queste son cose che vanno e vengono, non ne abbiamo il controllo, e lo sappiamo tutti molto bene. Ciò di cui sto parlando permette di controllare tali energie e orientarle coscientemente verso una direzione, in questo caso interiore, evolutiva.
Non vengono più disperse ai quattro venti come di solito capita.

Quando tu dai un bacio al tuo partner, tu lo sai che cosa ti succede dentro?
Sei presente a te stesso?
Quando hai un rapporto sessuale con lui o lei, sai che cosa stai vivendo?
Che cosa stai facendo?

Te lo dico io, con rispetto parlando.

Stai consumando.

Si, proprio come si usa dire.
Lo sai che cosa significa consumare?
Consumare significa portare a termine, compiere, ma anche logorare, utilizzare qualcosa per un uso parziale o fino a totale esaurimento.

Stai consumando un’energia, ti stai nutrendo di essa.

Quello che forse sta diventando chiaro per te, se hai letto i precedenti tre articoli, è che in realtà tutto questo è un grande specchietto per le allodole: se tu ti stai nutrendo di qualcosa, c’è qualcos’altro che si sta nutrendo di te.
E se non si sta nutrendo di te in questo momento, prima o poi lo farà (probabilmente quando avrai consumato tutto), perché l’universo funziona così, è profondamente legato allo scambio, al dare/avere.

“Tu prendi, e prima o poi dovrai dare.”

Ma siccome non ne siamo consapevoli, quando poi le energie chiedono il conto, e si prendono ciò che gli spetta, noi soffriamo immensamente.
E’ come se tu andassi al ristorante, mangiassi fino a riempirti la pancia, e quando arriva il conto non solo ti stupisci, ma noti di avere pure il portafoglio vuoto.
In qualche modo devi pagare, e non passerai dei bei momenti con il gestore del locale e con la polizia.
Eppure che strano, prima erano tutti così sorridenti e disponibili, perché se non pago diventano improvvisamente aggressivi?

Associare la ritualità alla sessualità invece ti permette di sviluppare col tempo piena consapevolezza del processo dare/avere.
Prima di tutto stai mettendo tu energia in un processo che solitamente è vissuto con passività, nel quale si seguono passivamente gli istinti e le emozioni quando essi giungono.

“O quando essi decidono di possederci.”

Questo fa una differenza immensa perché con l’atto di mettere energia stai già pagando il dovuto, e dopo non ti verrà chiesto il conto perché hai pagato in anticipo.

E in secondo luogo stai attivando la mente in maniera costruttiva, e non più distruttiva.

Sapete cosa può fare una mente distruttiva durante un atto sessuale?
Senso di colpa, giudizio, imbarazzo, paura, paragone, insicurezza, e così via, la lista potrebbe essere immensa.
Tutti pensieri e schemi che ammazzano completamente la sessualità e la incatenano a doppia mandata.

L’atto rituale permette invece alla mente di essere utilizzata in maniera propositiva, attiva.

Ma a livello pratico che significa fare del sesso un atto rituale?

Partiamo dal semplice, dalle basi.
Significa innanzitutto portare fuori ciò che si trova nel tuo inconscio.
Rappresentarlo esteriormente.
Questo è un atto di una potenza indescrivibile, perché vedi fuori, nella materia, ciò che solitamente si trova dentro di te, relegato nell’ombra.

Iniziare ad accostarsi alla ritualità in realtà è estremamente semplice, e forse molti di voi l’hanno già fatto senza saperlo.
Puoi accendere delle candele, un incenso, della musica, predisporre il luogo d’amore come tu preferisci e come ti ispira di più. E portare il tuo amato o la tua amata la dentro, al fine di avere un rapporto sessuale.
In maniera esplicita proprio.
Chiedi il permesso a lui/lei, crei le condizioni, plasmi la materia, e possiedi la materia.
Tutto qui.

Come ho detto forse questo l’avete già fatto in tanti, ma non parlo semplicemente di predisporre l’ambiente, qui c’è un atto di potere elevato, qui l’intento fa da padrone. E’ un atto di volontà e attenzione focalizzata. Nel fare questi semplici gesti (accendere la candela, incenso, etc) stai ben presente a te stesso, in ogni singolo movimento, in ogni singolo momento, e stai solo o sola con te stessa.
Espandi la tua energia, falla crescere dolcemente.
Successivamente quando ti avvicini al partner, mantieni lo stesso livello di presenza e di potere interiore, e soprattutto non avere fretta.
Così come non hai avuto fretta nell’accendere la candela qui la situazione è la medesima.

Non c’è assolutamente nessuna differenza tra accendere una candela e avere un rapporto sessuale. L’unica differenza sono i tuoi sensi, le tue emozioni, i tuoi pensieri, la tua carne, e quindi credi che accendere la candela non sia un atto sessuale perché non ti da le stesse sensazioni.
Sei quindi perduto nell’illusione dei sensi.
Sei posseduto.
Quando riuscirai a non fare nessuna distinzione tra le due cose, avrai raggiunto la tanto agognata estasi sessuale.

Questo è un atto estremamente semplice ma che richiede una quantità di coraggio immane, perché non sei più alla stregua degli eventi, ma prendi una posizione netta e agisci in maniera diretta, cristallina, chiara. Non c’è spazio per il non detto, per le casualità, per i silenzi, per ciò che è scontato, e per le energie sotterranee.
In questo modo impedisci a ciò che è oscuro e sotterraneo di prevalere, stai portando luce nelle tenebre e le tenebre si dissolvono.

Se impari a vivere la ritualità e a darle il giusto spazio nella tua vita, potrai anche abbandonarti totalmente alla meravigliosa e travolgente passione improvvisa che ogni tanto emerge, senza perdere energia in questo atto ma anzi acquisendone sempre di più.

Certo, tutto questo può sembrare poco romantico.

Perché questo è quello che ti hanno raccontato.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: tu nasci libero.
Ma questa realtà ti educa tenacemente a circoscrivere il tuo Amore più possibile.

Esiste un Universo intero al di là del tipico romanticismo duale promosso dalla società, dai media, dai libri e dal mondo intero, che ben pochi conoscono. 

Un Universo fatto di libertà, di bellezza, di unità, di passione, di gioia, di fratellanza.

Un Universo fatto di Amore.

(Nell’immagine sotto, altare rituale con statua di Ecate)

Thsh Clud,

Autunno

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