L’Oltremondo

“Te ne sei dimenticato. Hai dimenticato le immense valli incantate e i fiori che cantano una sinfonia dolce e profumata. Hai dimenticato le stelle nel cielo, che ti raccontano la storia dell’Universo e che tu visitavi continuamente, facendo conoscenza di popoli, energie, storie, e realtà diverse. Hai dimenticato i tuoi Fratelli. Hai dimenticato il tempo passato a giocare assieme a loro, a sognare con loro. Tutto questo non era che un Sogno, solamente un Sogno. E tu ti sei dimenticato anche di Sognare.”

Ti alzi la mattina, ti lavi i denti e ti guardi invecchiare allo specchio. Inzuppi i tuoi biscotti nel latte di soia, perché quello di vacca ormai non lo digerisci più, e ti fai una doccia. Ti vesti in tutta fretta per poi buttarti in mezzo al traffico. Sono le 9, sei in ritardo, dovrai sorbirti il tuo capo, il tuo odioso capo che te ne dirà di tutti i colori. Tu farai finta di niente e inizierai la tua giornata lavorativa. Otto ore, senza contare gli straordinari implicitamente obbligatori. Pausa pranzo, un panino e un caffè senza zucchero, sei a dieta. Stacchi alle 19 e torni in mezzo al traffico, tua moglie sta preparando la cena e non conoscerà mai i tuoi pensieri nei confronti della nuova stagista, quella con i capelli rossi. Oggi ti è pure parso che ti avesse notato, per qualche istante.
A cena parli del più e del meno, e fantastichi sui progetti futuri, non prima di aver passato una buona mezz’ora a lamentarti del tuo capo e del terribile traffico. Osservi tua moglie mangiare la minestra e noti che dopotutto la ami ancora. Le accarezzi la mano. Dopo cena guardi la solita serie TV, e poi torni a letto.
Magari fate l’amore, o magari no, come tanti altri giorni.

Ti addormenti. E domani è un altro giorno.

Se solo per un istante potessi vedere cosa c’è nell’Oltremondo, se solo per un attimo guardassi attraverso quella fessura che si apre sporadicamente durante il giorno, tutto questo cesserebbe. Potrebbero susseguirsi una marea di eventi disastrosi, o magari meravigliosi, e ogni giornata potrebbe essere una nuova vita, una rinascita continua.

Ma tu non lo fai.

E forse non lo farai mai.

Non uscirai mai da questa situazione, fastidiosa, castrante, prevedibile, ma tremendamente comoda e sicura.

Eppure c’è chi prega per te. Ed è il bambino che eri, colui che viaggiava tra le dimensioni e parlava attraverso i mondi. Quel bambino prega tutti giorni affinché tu possa ricordarti nuovamente di lui, delle immense valli incantate, e dell’Oltremondo. Quel Mondo che ti cullava quando eri bambino, ti spaventava, ti faceva volare tra le stelle, ti confondeva e ti ispirava, ti causava incubi immani e sogni meravigliosi.

Voglio dirti che quaggiù siamo in tanti e che anche noi preghiamo per te. Il bambino che eri è qui con noi che gioca, salta, canta e balla. Vieni, l’Oltremondo è ancora disponibile, ma la fessura per raggiungerlo si sta assottigliando sempre più. E quando sarà chiusa tu rimarrai laggiù per sempre.
Ma non temere. Il bambino ha scelto di rimanere qui con noi, e possiamo assicurarti che esplode di gioia, assieme a tanti altri bambini e bambine, ragazzi e ragazze, e donne e uomini senza più età.

Buona vita, che tu possa vivere ciò che è meglio per te.

Thsh Clud.

Autunno.

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